Andare a vivere in Irlanda

By Editorial Team Expatr.io

Patria di James Joyce e dei folletti, l'Irlanda è un isolotto caratterizzato da un'impronta nazionale forte, nata dall'indipendenza ottenuta tra il 1922, anno di fondazione dello Stato Libero d'Irlanda e il 1949, anno ufficiale dell'uscita del Paese dal commonwealth britannico.          

L'Irlanda (in inglese Ireland, in irlandese Éire) Repubblica indipendente e membro dell'Unione Europea, non deve essere confusa con l'Irlanda del Nord, la cui sovranità ancora appartiene formalmente all'Inghilterra. Andare a vivere in Irlanda quindi non significa vivere nel Regno Unito.

Scorcio costa Irlandese

Photo by Leighton Smith on Unsplash

L'Irlanda ricopre cinque sesti dell'isola omonima e la geografia dell' Éire è famosa per il fascino delle sue brughiere, con scorci di lunghe valli e prati, contornati da basse montagne sulle coste. Le scogliere, che si affacciano sull'Atlantico per circa 14 km, famose al punto da avere un proprio nome, Cliffs of Moher,  ospitano spesso baie in grado di mutare velocemente con le maree la propria conformazione.
Per queste caratteristiche geografiche l'Irlanda ha anche il soprannome di "Isola di Smeraldo" o "Paese Verde" la cui capitale, Dublino, rivendica con fierezza anche attraverso il trifoglio e la famosa festa di San Patrizio, simboli nazionali. 

Clima e passato recente

Le "brughiere nebbiose", vedono precipitazioni molto frequenti. Anche in estate, è del tutto improbabile vedere molti giorni di sole consecutivi. Mitigata dalla Corrente del Golfo, la temperatura media dell'isola è comunque fra i 25 gradi massimi e -3 gradi minimi.

Complice una metà di secolo scorso vissuta nella povertà, per via della sovranità inglese e delle crisi economiche durate fino agli anni '80, l'Irlanda ha subito forti flussi emigratori e ha conosciuto un rapido boom economico dall'inizio degli anni '90 fino alla crisi del 2007, assicurandosi comunque una posizione forte nel mercato economico europeo, di cui fa parte dal 1973.

Di particolare rilievo le azioni economiche intraprese nell'ultimo decennio per ridurre il carico fiscale e la spesa pubblica, incoraggiando investimenti stranieri e migliorando la qualità della forza lavoro. Segni di un Paese che è riuscito a stabilirsi e vuole mantenersi nel mercato internazionale.
Andare a vivere in Irlanda? Vediamo perché!

Costo e qualità della vita

Andare a vivere in Irlanda richiede di valutare attentamente le spese annesse a tale scelta.
Nonostante il costo della vita medio in Irlanda sia leggermente maggiore rispetto all'Italia sotto alcuni aspetti, è altresì vero che su altri fronti Dublino e Roma (le rispettive capitali) si tengono testa, con la capitale irlandese in grado di offrire bollette meno care e un costo della vita "fisso" più basso, rincarato da un potere d'acquisto di molto oltre (si parla del 50,2%) quello italiano, con stipendi molto più alti e quindi in grado di reggere bene al costo della vita più elevato. Se da una parte la qualità della vita è alta,  Dublino ha un livello di sovraffollamento ormai  diventato un problema reale. Nonostante il traffico intenso e l'usanza di bere un po' troppo, l'Irlanda offre comunque servizi di ottimo livello.

Andare a vivere in Irlanda - Cittadina

Photo by Diogo Palhais on Unsplash


Salute e benessere

A differenza del buon livello della qualità della vita, il sistema sanitario irlandese fatica a rendersi efficiente.

Complice una politica piuttosto restrittiva, la quale ha sottratto investimenti alla sanità negli ultimi anni, lo staff delle strutture mediche è sempre troppo ridotto rispetto alle esigenze sanitarie.

Un problema che fa coppia con il costo elevato delle medicine e il consiglio, da parte delle aziende di lavoro, di stipulare un'assicurazione sanitaria per ridurre i biblici tempi di attesa per le visite mediche.

L'assistenza medica di base riservata ai non residenti è gratuita col possesso della Tessera Sanitaria Europea (EHIC) o di una Tessera Sanitaria Irlandese. Se non si è in possesso di questi documenti, si dovrà procedere  privatamente, pagando ogni visita, delle quali solo la prima (definita "medical assessment") non è rimborsabile, mentre sulle altre prestazioni di GP (General Practitioner) si potrà ottenere un rimborso parziale.

A livello d'infrastrutture, tuttavia, l'Irlanda è al passo dei Paesi moderni, con attrezzature e strutture adeguate.

Opzioni di visto e residenza

Visto

Per noi italiani il visto per l'Irlanda ha durata 90 giorni sia per affari che per turismo.

Per il rilascio di un visto per cittadini extraeuropei invece, oltre al pagamento di diritti consolari di 60€, sarà necessario presentare una serie di documentazioni, con tempi di rilascio nell'ordine delle 8 settimane. La necessità di tale procedura è comunque dipendente dalla nazionalità.

Residenza e aspetti fiscali

Per andare a vivere in Irlanda, si può ottenere la residenza entro 90 giorni dall'arrivo sull'isola.

Basterà recarsi all'ambasciata italiana a Dublino e iscriversi all'Aire (Registro degli Italiani Residenti all'Estero). Questa procedura farà automaticamente perdere la residenza italiana e acquisire invece quella in Irlanda.

L'Irlanda ha un sistema di residenza fiscale chiamata "Non dom", cioè del non domiciliato .

E' il criterio tipico dei paesi "common law", cioè di diritto anglosassone come Inghilterra o Malta.

In questi paesi è considerata "domiciliata" solo la persona figlia di un padre già domiciliato in Irlanda. Pertanto, un italiano figlio di italiani, anche se residente in Irlanda, è giuridicamente "non-dom", cioè non domiciliato.

La particolarità giuridica di questi sistemi vede la residenza nettamente distinta dal domicilio. Infatti un individuo può avere il domicilio dove crede e, contemporaneamente, la residenza fiscale in uno di questi paesi, usufruendo dei benefici fiscali collegati.

Il vantaggio fiscale principale del residente Non-dom, riguarda il fatto che i redditi generati fuori dall'Irlanda non sono tassati fino a quando non vengono introdotti nel paese. Beneficio fiscale questo, molto simile a quello della tassazione territoriale, e spesso con essa confuso. Nello specifico caso del residente non-dom il principio cardine è quello della remittance basis taxation; mentre nella residenza a fiscalità territoriale, non vige il principio di tassazione delle remittance.

Opzioni e benefici

Oltre allo status di residente non domiciliato, ci sono alcuni benefici legati all'ottenimento della residenza.

Al momento dell'ingresso in Irlanda si può ottenere la residenza in maniera semplice, dimostrando di volersi stabilire nel paese, anche con un contratto immobiliare pluriennale.

Quindi ai fini dell'ottenimento della residenza, non è necessario soggiornare per lunghi periodi nel Paese. 

Di conseguenza è semplice anche ottenere il PPS (Personal Public Service number, col quale richiedere una serie di servizi come la domiciliazione delle bollette e l'apertura di un conto corrente) e la tessera sanitaria irlandese, il Free Travel Pass. 

Cittadinanza in Irlanda

Andare a vivere in Irlanda significa anche scoprire curiosità del Paese: una di queste è la possibilità di richiedere la cittadinanza irlandese per discendenza. Se, ad esempio, scoprite di avere un nonno o bisnonno nato in Irlanda, potete iscrivervi al registro delle nascite straniere nel sito del Ministero degli Esteri irlandese, e potrete esercitare il vostro diritto ad ottenere la cittadinanza.

Per conseguire la cittadinanza Irlandese senza parentele, invece, bisogna risiedere almeno 3 anni  nello Stato e avere 3 anni di unione civile o matrimonio (se conseguiti), oppure 5 anni con "residenza computabile", anche da single, a patto il periodo di residenza sia appunto "computabile", ovvero dimostrabile con documenti (anche contratti di affitto pluriennali).
Ovviamente i periodi vissuti in Irlanda in cui non è possibile provare si fosse in possesso del permesso per rimanere, non verranno computati.

Esempi sono: visti di studio, il cui periodo non viene calcolato come "reckonable residence" o tempi in cui si è in attesa di un certificato di asilo, esclusi però i casi dove sin dall'arrivo nello Stato è stato riconosciuto lo status di rifugiato.

Regole per cittadini EU

Diversa la situazione per cittadini EU, i quali dovranno presentare soltanto la documentazione richiesta, ovvero il passaporto valido per gli anni da computare, certificazioni di registrazione (o, nel caso di rifugiati, certificazioni relative allo status ottenuto) e la compilazione del form di applicazione più recente, disponibile sul sito governativo.

Alcune altre documentazioni presenti nella sezione "Guidance Notes" del form potrebbero essere richieste e presentate al momento della richiesta, pena il respingimento immediato dell'application.

Investimenti e benefici fiscali

Le opzioni disponibili a chi intende investire in Irlanda, con conseguente produzione di reddito, sono diverse e piuttosto vantaggiose.

Nell'ipotesi di possesso di quote di una società irlandese, i dividendi percepiti dallo straniero non-dom, sono tassati al pari di un residente domiciliato.

Il principio base è quello per cui la tassazione avviene soltanto se il reddito è prodotto nel territorio. Pertanto, se la società è estera, la tassazione ha luogo solo in caso di trasferimento del denaro su un conto bancario statale irlandese.

In pratica, se l'attività da cui percepite reddito è italiana o estera rispetto all'Irlanda e i guadagni vengono trasferiti su una carta italiana, vi sarà l'esenzione delle tasse. Se invece il denaro viene trasferito su un conto irlandese, la tassazione graverà solo sulla parte d'importo trasferito.

Il "Capital Gain Tax" è la tassazione sulle plusvalenze, cioè sulla differenza (in positivo) fra prezzo di vendita e quello di acquisto di uno strumento finanziario come azioni, titoli di Stato, obbligazioni e altri strumenti finanziari simili. Questa procede secondo i principi generali: investe solo le proprietà situate entro i confini del Paese, o per capitali trasferiti su conti irlandesi.
Sull'applicazione dello stesso principio si basa anche il "clean capital", ovvero quel capitale a disposizione in un periodo precedente all'ingresso nel Paese.

Al fine di non assoggettarlo a tassazione, è buono tenere quel capitale separato dai redditi generati successivamente al trasferimento. Se invece vengono generati interessi o guadagni successivi all'entrata in Irlanda,  sarà necessario trasferirli su un conto irlandese per procedere alla tassazione.
Il reddito tassato sarà comunque solo quello effettivamente guadagnato sul territorio irlandese, seguendo il computo dei 183 giorni per l'anno fiscale appena trascorso, e un totale di 280 per gli ultimi due anni. 

Tasse e rimborso delle imposte

Una persona è fiscalmente residente in Irlanda se vive nel territorio per almeno 183 giorni.

Nel caso che la presenza nel paese riguardi due anni fiscali consecutivi, il computo dei giorni deve deve essere basato su un minimo di 280 giorni e con una presenza di almeno 31 giorni in ciascuno dei 2 anni, considerando anche le ore e frazioni di ore di presenza.  La legge fiscale irlandese precisa che una persona possiede la residenza ordinaria dopo che è stata residente fiscale per 3 anni consecutivi. Se per 3 anni consecutivi non possiede la residenza fiscale, cessa anche la residenza ordinaria.

Per quanto riguarda il regime tributario, l'Irlanda possiede due tipi di aliquote distinte per persone fisiche e persone giuridiche. Quello per persone fisiche procede con un sistema chiamato PAYEPay As You Earn , ovvero un calcolo basato sullo status della persona e sul reddito annuale percepito.

L'aliquota fiscale è del 20% fino a un totale specifico di guadagno (35.300€ per single, 44.300€ per coppie monoreddito e 70.600€ per coppie con due redditi), per poi passare al 40%. Particolari agevolazioni ed esenzioni per soggetti con più di 65 anni di età sono presenti, a patto non superino una certa soglia di reddito (meno di 18.000 euro per individuo e meno di 36.000€ per coppia con uno dei coniugi over65).

Ulteriore imposta è la Universal Social Charge, una tassa per i servizi a cui ogni individuo con reddito percepito è soggetto. Varia dallo 0,5% con limite a 12.012€ di reddito, fino all'8% per reddito oltre 70.044€.

Tasse per persone giuridiche e agevolazioni

Particolarmente agevolati gli agricoltori e le imprese agricole, con riduzioni di carico fiscale, specie nel caso di giovani con corsi di formazione al seguito, i quali ricevono agevolazioni per il 100%.

Per i soggetti giuridici, invece, le tasse sono del 12,5% per il reddito da vendita e 25% per redditi non commerciali.

Menzione a parte riguarda il rimborso delle tasse, il quale può essere richiesto per il totale pagato in eccesso, o per spese mediche, universitarie o di sindacato. Il rimborso sarà quindi corrisposto dopo un calcolo effettuato da agenzie preposte e uffici professionali competenti.

Perché trasferirsi in Irlanda?

Il passo decisivo per trasferirsi nell'Èire, al di là di una personale preferenza per il paesaggio delle brughiere, è stimolato dall'acquisizione dello status di "Residente non domiciliato" per i vantaggi fiscali di cui abbiamo parlato.

Inoltre l'Irlanda vede una tassazione in lieve calo, con agevolazioni anche per i ceti medi. 

Messa in punti, dunque, andare a vivere in Irlanda possiede questi benefici:

  • Tasse per persone fisiche dal 20% al 40% per soggetti fisici e 12,5% per persone giuridiche (25% in presenza di redditi non commerciali).
  • Residenza ottenibile facilmente, senza limiti di tempo per soggiornare e vivere nel Paese , a patto si abbiano documenti che attestano l'intenzione di voler rimanere in Irlanda.
  • Paese moderno, con costo della vita alto, ma minore nella media rispetto l'Italia.
  • Patria di tradizioni particolari e melting pot culturale, grazie ai flussi migratori dinamici degli anni passati e odierni.
  • Andare a vivere in Irlanda è una vita da sogno per gli amanti della birra (andava detto!).

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