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Novembre 3

Nomadismo continuo e Risparmio Fiscale?

By Mario Gastaldi


Abbiamo appena completato il corso “Soldi e Investimenti all’Estero”: lezioni dal vivo e uno spazio comune di conversazione e apprendimento. Lo spazio è ancora aperto e sto vedendo come invitarvi e darvi accesso.

Focus del corso

Il focus iniziale di questa edizione era su conti correnti all’estero e investimenti, ma dato il grande interesse abbiamo approfondito molti punti su residenza e risparmio fiscale.

Alcune cose di cui abbiamo parlato:

  1. quali margini ci sono per risparmiare sulla fiscalità degli investimenti restando in Italia o trasferendo la residenza fiscale all’estero;
  2. Il tipo di controlli che fanno gli stati sui vostri conti correnti all’estero; e
  3. dove investire i propri soldi in questo periodo di incertezza dei mercati.

E molto altro. Oggi vorrei parlarti oggi di:

Nomadismo perpetuo e del Risparmio Fiscale

L’idea del nomadismo perpetuo è quella di stare costantemente in viaggio, facendo dei soggiorni in vari paesi del mondo che non siano mai abbastanza lunghi da creare un legame con uno o l’altro paese.

In questo modo il nomade perpetuo non diventa residente fiscale in nessun paese del mondo di conseguenza non è soggetto a obblighi di dichiarazione o pagamento di imposte o contributi, in nessun paese del mondo.

É un turista in ogni paese dove trascorre del tempo.

Oltre al risparmio su tasse e contributi, senza dubbio c’è il fascino della varietà, la possibilità di conoscere culture, paesi, e contesti tra i più diversi, e condurre una vita molto interessante.

A qualcuno potrebbe andare bene uno stile di vita di questo tipo per un certo periodo, magari non per sempre. In fondo l’essere umano ha necessità di riferimenti, di una casa, di relazioni stabili.

Ma queste preferenze sono soggettive. E la domanda che ci si pone riguarda la fattibilità di un piano e di uno stile di vita di questo tipo da un punto di vista giuridico e fiscale.

Vediamo se e come è possibile.

I paesi a fiscalità più elevata e aggressiva, l’Italia è tra questi, valutano la residenza fiscale in termini di intenzione e di centro degli interessi.

Se una persona lascia l’Italia e viaggia in modo perpetuo, senza creare legami sociali, legali, fiscali con un dato paese, non stabilisce il proprio centro di interessi in un paese specifico.

Il paese di origine, a fiscalità elevata, l’Italia, considererà quindi che l’intenzione è quella di rientrare, e a prescindere dal fatto che il rientro abbia luogo oppure no, considera la persona residente fiscale in Italia.

In altre parole per completare correttamente il trasferimento della residenza fiscale dall’Italia, è necessario che la residenza si trasferisca effettivamente in un altro paese. Ne abbiamo parlato spesso.

C’è qualche speranza per chi vuole essere nomade perpetuo? Magari anche solo per qualche anno? Forse si.

Digital Nomad e risparmio fiscale - expatr.io

Un modo che in certe condizioni può funzionare è quello, appunto, di trasferire la propria residenza fiscale in un paese, con caratteristiche diverse, più amichevoli di quelle che si trovano nei paesi ad alta fiscalità.

Potrebbe trattarsi di un paese con fiscalità bassa, che vuole attrarre nuovi espatriati-impatriati, oppure un paese che non ha norme sulle società controllate all’estero. (CFC rules), o un paese che è semplicemente contento della nostra presenza, dei soldi che spendiamo, ma non vive delle nostre tasse.

Secondo questa possibilità, io trascorro la maggior parte di un anno in uno di questi paesi, comunico in modo chiaro e aperto con le autorità del mio paese di origine, e trasferisco correttamente la mia residenza fiscale.

E possibile che negli anni successivi il mio paese di origine si disinteressi a me. Ed è probabile che il paese di nuova residenza fiscale non abbia alcun interesse a starmi dietro successivamente, quando divento effettivamente nomade perpetuo.

Quindi le tappe sarebbero le seguenti:

  1. Vado a vivere in un paese fiscalmente amichevole, poco incline al controllo e poco interessato alle mie vicende. Chiamiamolo il paese “di transito”.
  2. Trasferisco il mio centro di interessi e la mia residenza fiscale nel paese “di transito” e ci trascorro la parte maggiore di un anno, proprio per avere la residenza fiscale in questo paese.
  3. Rendo nota al mio paese di origine la mia nuova residenza fiscale (senza dire che è “di transito”!).
  4. Il paese dove sono fiscalmente d’origine da quel momento in poi si potrebbe disinteressare alla mia situazione.
  5. Negli anni successivi vivo come nomade perpetuo nei paesi che mi piacciono e non pago imposte da nessuna parte.

Funziona? A certe condizioni, e in certi paesi, il nomadismo perpetuo può essere possibile. Ci sono alcune sfide.

Per esempio

  • devo avere un indirizzo stabile per avere rapporti bancari, – devo conoscere in modo esatto la normativa del paese “di transito”perché da questo dipende se il mio paese di origine – Italia – si interesserà ai miei movimenti successivi oppure no.
  • devo essere consapevole che è possibile che alcune norme cambino e potrebbero mettete in discussione il piano.
  • Ma d’altro canto, come sai, i piani nascono per essere cambiati al cambiare delle circostanze.

Ci vediamo la prossima volta.

Mario Gastaldi

About the author

Mario Gastaldi é il fondatore di expatr.io, speaker, imprenditore e consulente internazionale ha condotto progetti con piccole e grandi imprese in decine di paesi diversi. Ora aiuta imprenditori e persone a cambiare paese riorganizzando il proprio business.
Parla quattro lingue; ha abitato in tutti i cinque continenti sviluppando una profonda conoscenza delle leggi e della società dei tanti paesi con cui entra in contatto..
Ama conoscere usi e costumi, lingue e dialetti locali. Ora che viaggia meno, e vive stabilmente a Città di Panama.

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