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Giugno 25

Espatrio e Ricchezza

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By Mario Gastaldi


Espatrio e Ricchezza.

Molte volte vi ho parlato di espatrio come strada per raggiungere la ricchezza pensando al risparmio fiscale.

Oggi voglio parlarti di ricchezza ed espatrio da una prospettiva differente. Mi dirai nei commenti se l’hai trovata interessante.

Parte dell’ispirazione è venuta da Naval: Come diventare ricchi. 

Iniziamo.

Se ci pensate, le persone si concentrano verso due direzioni principali. Vogliono Ricchezza e vogliono Status.

Ricchezza.

La ricchezza è materiale: denaro, proprietà e altri attivi. Ed è molto di più, è salute benessere fisico e psicologico, socialità, qualità della vita in senso ampio. Creare ricchezza è un processo a somma positiva: se io creo ricchezza per me, non la tolgo a te. Anzi.

Status

Lo Status coincide con la gerarchia sociale, politica, del potere. Lo status è il riconoscimento della posizione che viene attribuita a una persona, nella gerarchia di un gruppo sociale. Ha a che fare con rispetto, onore, competenza riconosciuta, deferenza. Può dipendere dal denaro ma più spesso dipende dall’occupazione di posizioni all’interno d’istituzioni, organizzazioni o gruppi formali.

Lo status è a somma zero. Se io cresco nella gerarchia, tu perdi. Non ci sono molte posizioni in cima alla gerarchia. Non ci possono essere tanti vincitori nel gioco dello status. Qualcuno sta in alto. La maggior parte degli altri sta sotto.

L’importanza dello status è più marcata in provincia. I legami sociali sono più fitti, intensi e frequenti tra un numero inferiore di persone.

Nella provincia le persone sono molto preoccupate del proprio status. E va bene. In generale è positivo ed è importante che le persone coltivino la propria reputazione e la percezione che gli altri hanno di se. Per esempio, a me, anche se non vivo in provincia, importa molto che voi pensiate bene di me.

La ricchezza si perde di vista.

A volte le persone danno un peso eccessivo alla percezione che gli altri hanno di loro, o a dove vengono collocati nella gerarchia dello status – da altri.

E – a volte – i valori che guidano la percezione e lo status delle persone sono fuorvianti.

Per esempio, quando io ero studente, in date città, più frequentemente in provincia, gli studenti universitari non lavoravano o non facevano iniziative d’impresa, o esperienze professionali di alcun tipo perché “non ce n’è bisogno”, o perché “figurati se il figlio del prefetto, (o del direttore di filiale di banca… addirittura!) deve lavorare”.

Peraltro si trovavano molti figli di imprenditori, o futuri imprenditori che si davano da fare in molti modi. E quando andavo a scuola in Texas, i miei compagni, tutti avevano un lavoro di qualche tipo, e le famiglie erano molto più benestanti di quelle della mia città. (Credo che sia quello il periodo in cui ho imparato a badare a me stesso.)

La fissazione per lo Status

La fissazione per lo status ostacola il raggiungimento della ricchezza, materiale e immateriale. Le persone si lasciano imprigionare in una gabbia di valori e opinioni prevalenti. Si sottomettono alle idee e alle opinioni di altri. E quindi tutto è agire per salire nella gerarchia dello status, un gioco a somma zero. Che da frustrazioni.

E poi ci sono persone che non vogliono trovare l’energia, e le competenze necessarie per accumulare ricchezza, si raccontano che “non ce n’è bisogno”, ho già abbastanza, il mio futuro è protetto.

Altri ancora riconoscono a se stessi uno status che nessun altro gli riconosce. Ma per via di questa illusione, si accontentano di continuare la propria vita, si accontentano dello status che credono di avere, dello stipendio manageriale, e così via.

Prendete per esempio quei pensionati convinti di aver raggiunto lo status di benestanti, rifuggono da qualunque occupazione, interesse ed hobby, Lo schema con cui interpretano la loro realtà gli dice che ce l’hanno fatta. Hanno la pensione. Hanno duecentomila euro. Hanno lavorato tutta la vita. Lavorare fa schifo e loro non ne hanno bisogno.

Il problema ha due facce.

Lo status, quando effettivamente c’è, impedisce scelte creative, imprenditoriali, di apertura, crescita e sviluppo.

Oppure, lo status non c’è, ma una persona se lo attribuisce lo stesso. Sviluppa una narrazione per cui la stessa persona o i membri della cerchia ristretta, es. figli, decidono che “non hanno bisogno” di aguzzare l’ingegno, imparare, intraprendere. E restano semplici.

L’opportunità di trovare la ricchezza

Abbandonare la fissazione per lo status e dedicarsi alla ricchezza è la soluzione. La ricchezza è denaro, libertà, salute, qualità della vita. L’arricchimento di uno non produce l’impoverimento dell’altro.

Si esce dalla prigione degli schemi definiti da altri che orientano le valutazioni di status.

Se supera questi limiti, uno studente può fare delle esperienze in azienda, o avviare un business online. Una persona di mezza età, che ha qualche risparmio, o una pensione, potrà dedicarsi a creare cose ed esperienze che arricchiscono altri, e arricchiscono lui/lei spiritualmente e finanziariamente.

Una persona libera dalla gabbia dello status, può svilupparsi. Può avere una comprensione più articolata del mondo, di se stesso/a e degli altri. Può diventare più sofisticato/a, più complesso, più ricco di denaro, e può arricchire gli altri, aiutando, regalando, pagando, comunicando in modo espansivo, trasferendo prosperità ed energia.

Come liberarsi dalla gabbia dello status.

Vai a vivere all’estero!

Scusa, qui mi scoppia una risata.

Come potevi immaginarti che non ti avrei suggerito di andare a vivere all’estero?

Ma ti parlo seriamente. Chi cambia città, o cambia paese, abbandona la ragnatela di opinioni e vincoli che lo imprigionano alla ricerca di uno status che non ha più nessuna importanza.

Si mette in gioco e trova la libertà. Qualunque scelta faccia rischia un po’, in cambio dell’opportunità di una vita di qualità superiore.

Resta in contatto con la sua rete di amici nella città che lascia, ma cambia aria.

Trova un ambiente sociale fresco, nuovo, generativo, con persone simili a lui/lei che non hanno la minima preoccupazione per lo status.

Sono molto più motivati della loro ricchezza. Nel senso ampio di cui dicevo sopra. Si tratta di un ambiente di persone che vogliono crescere, arricchirsi nel senso più positivo del termine, e allo stesso tempo arricchire chi si trova con loro.

Espatriare è l’antitesi della gabbia della vita in provincia in cui tanti, rischiano di restare imprigionati con il solo obiettivo di comprare la macchina e l’orologio nuovo per farli vedere all’aperitivo del venerdì.

Questo è il tuo piano per la ricchezza.

Leggi: Come trasferirsi all’estero. Segui lo schema. Fai il piano e dagli attuazione.

Il mondo è tuo.

 

Photo by Andriyko Podilnyk on Unsplash

Mario Gastaldi

About the author

Mario Gastaldi é il fondatore di expatr.io, speaker, imprenditore e consulente internazionale ha condotto progetti con piccole e grandi imprese in decine di paesi diversi. Ora aiuta imprenditori e persone a cambiare paese riorganizzando il proprio business.
Parla quattro lingue; ha abitato in tutti i cinque continenti sviluppando una profonda conoscenza delle leggi e della società dei tanti paesi con cui entra in contatto..
Ama conoscere usi e costumi, lingue e dialetti locali. Ora che viaggia meno, e vive stabilmente a Città di Panama.

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