Guida 2021: Paradisi Fiscali per le criptovalute

By Carla Galanti

Dai paradisi fiscali esentasse ai paesi che vietano l'uso di criptovalute 

Il problema del peso fiscale preoccupa chiunque in tutte le parti del mondo, ed investe anche il tema dell' attività finanziaria basata sulle criptovalute.

Le politiche fiscali sulle attività digitali variano da paese a paese, in quanto i paesi che sono saltati sul carro della blockchain si comportano in modo differente tra loro ed autonomo.

In certe giurisdizioni gli oneri fiscali sulle attività riguardanti le criptovalute sono talmente alti, che i cittadini non possono fare a meno di desiderare  un Paradiso Fiscale per mettere fine a certi incubi. 

Pertanto, negli ultimi anni, la guerra promossa soprattutto dall'Europa, contro alcuni paradisi fiscali, non farebbe sperare di trovare paesi con esenzione totale dalle tasse per gli asset cripto.

E invece ci sono novità positive. Le puoi verificare durante questo post.

L'Ocse, in uno studio mondiale sulla tassazione delle criptovalute, ha confermato che ciascun paese ha una propria politica autonoma sulle cripto: alcuni le considerano attività immateriali e finanziarie; altri le considerano come merce di scambio; altri ancora le riconoscono come valuta legale. E tendenzialmente lo scambio di criptovalute viene considerato come un "evento imponibile" e quindi tassabile. 

Per conoscere correttamente il contesto  del tema, dobbiamo tener presente che ciascun paese adotta l’approccio fiscale  più consono alla propria strategia politica di sviluppo necessaria in un dato momento storico. Per questo vediamo approcci diametralmente opposti: da una parte, paesi “crypto-heaven” che stabiliscono una totale esenzione dalle tasse, dall'altra paesi  che sviluppano una politica fiscale decisamente severa in tema di crypto. 

Tutta questa varietà di approcci genera molta confusione in chi vuole individuare il paese più adatto alle proprie esigenze. Ma prima di segnalarvi come funziona qualche paese sulla gestione delle cripto, bisogna chiarire un concetto base. 

Un criterio guida centrale per capire se le proprie attività cripto possono o meno essere tassate, riguarda la modalità di detenzione o di uso di esse. In sostanza, due sono le diverse modalità decisive ai fini della tassazione :

1. Detenere le cripto  per un periodo di almeno 1 anno: lo scopo è considerato un investimento a lungo termine e quindi non è suscettibile di tassazione nella maggioranza dei paesi.

2. Utilizzare le cripto in una attività commerciale  (esempio classico quello del cripto trading): solitamente in questi casi è prevista la tassazione delle attività di scambio. Anche se non tutti i paesi tassano le attività sugli asset digitali.

In due parole, nella maggior parte dei paesi, se si fa trading si pagano le tasse sulle plusvalenze derivate dalle cripto (ormai note come cripto-gain), mentre se si detiene la criptovaluta ferma come investimento, non si subisce tassazione. 

Tuttavia, come tutte le regole, questo criterio guida ha le sue eccezioni.

Queste eccezioni dipendono dalle scelte di strategia politica di ciascuna giurisdizione in un determinato momento storico. Per esempio, una giurisdizione può adottare un’esenzione totale delle tasse a prescindere dal tipo di uso della cripto moneta: possiamo considerare questi paesi come i paradisi fiscali delle “cripto-gain”, e per questo motivo chiamati “crypto-heaven”.

In questo 2021 la cosa certa è che la tassazione sulle criptovalute sta cambiando in tutti i paesi, e non necessariamente in peggio.  

Perché?

Soprattutto dopo il periodo di stallo economico provocato dalla pandemia, facilitare e detassare le attività del mondo cripto, è un’ottima ragione per attrarre nuovi investitori ed imprenditori stranieri, che contribuiscono allo sviluppo dei un paese.

Lo scopo primario per la maggior parte dei paesi è costruire, ora, una legislazione fiscale favorevole in tema di criptomonete, dedicata ad attrarre gli stranieri che fanno imprese o che investono capitali. Il miglioramento della situazione pandemica comporta inoltre ad un ritorno alla libertà negli spostamenti da un paese all’altro e questo contribuisce a rendere realizzabile in tutto il mondo, lo scopo primario di queste giurisdizioni.

Nel ventaglio dei paesi che vedrai sotto, potresti trovare, a sorpresa, la giurisdizione sulla quale magari hai già buttato l’occhio per espatriare e, quindi, verificare se ti conviene davvero.

In questo post partiamo dalle giurisdizioni considerate paradisi fiscali per le criptovalute (già note come cripto-heaven) per arrivare all' estremo opposto occupato dalle giurisdizioni con una politica severa sulle cripto.

Giurisdizioni “crypto-heaven” : senza tasse sulle cripto attività  

El Salvador

Giurisdizione regina in materia cripto: la fresca notizia settembrina riconosce Bitcoin come moneta con corso legale insieme al dollaro, che era valuta ufficiale in El Salvador da 20 anni. Il paese sancisce a chiare lettere che gli investitori stranieri non pagano tasse sui capital gain generati dalle criptomonete.

Javier Argueta, l’avvocato del Presidente Bukele ha affermato che la politica del governo è quella di incoraggiare gli investimenti esteri, e per questo motivo non sono previste tasse né sul reddito né sull’ aumento di capitale costituito da cripto-monete.

Come tutti i nuovi inizi, ci sono stati fisiologici intoppi sin dai primi momenti: il nuovo esperimento ha vacillato per 2 motivi relativi alla App Statale Wallet “Chivo”: non è stata subito disponibile negli store ufficiali ed anche l’utilizzazione del servizio delle App disponibili, non è stato dei migliori. Nello stesso periodo Bitcoin è crollata del 20% trascinando altre cripto: situazione che il Governatore del Salvador, Nayib Bukele, ha considerato un’ottima occasione per “buying the dip”.

Il Salvador costituisce oggi una pietra miliare in materia di politica innovativa in tema di cripto-valute.

La pianta del cacao a La Libertad, Antiguo Cuscatian, El Salvador

Isole Cayman

Sede di Binance, anche le Cayman costituiscono una giurisdizione che non riscuote imposte sul reddito personale o societario guadagnato al di fuori del proprio territorio.

Pertanto vige la totale assenza di tasse per tutti i tipi di attività crittografica effettuata nel territorio.

Bermuda

Considerato da sempre “Paradiso Fiscale” senza tassazione individuale, continua ad esserlo in tema di “tassazione digitale”: le plusvalenze sulle criptomonete non vengono tassate. Ed i profitti non vengono neanche considerati come reddito imponibile.

Una cosa curiosa è che Bermuda è stato il primo paese al mondo, nel 2019,  ad accettare il pagamento delle tasse  tramite criptovaluta USDC, infatti supporta l’uso delle cripto collegate al Dollaro (stablecoin).

Inoltre le LLC che svolgono attività di asset digitali, possono richiedere un impegno dall'Autorità Finanziaria nel senso che, nel caso in cui venga promulgata nelle Bermuda una legislazione che impone un'imposta sugli utili o sul reddito o su qualsiasi capitale, guadagno o attività, l'imposizione di tale imposta non diventerà applicabile a tali società.

Horseshoe Bay, spiaggia spettacolare delle Bermuda

Barbados

Giurisdizione a fiscalità territoriale dove non vengono tassati i redditi esteri degli stranieri. Pertanto i guadagni in criptovaluta realizzati all'estero non rientrano nella tassazione. In ogni caso le tasse societarie non sono mai maggiori del 5%.

Puoi trovare qualcosa su Barbados qui 

Svizzera

Famosa come la “Crypto Valley” dell’area europea e sede di Ethereum e Tezos, ha visto il pieno sviluppo degli ecosistemi Fintech e Blockchain.

Per questi motivi è sempre di più scelta da investitori e trader in quanto le loro attività sono esentasse ed esenti da dichiarazione fiscale.

Notizia recentissima è il progetto legislativo del 1 Agosto 2021 in base al quale si adeguano le disposizioni federali allo sviluppo della tecnologia dei registri elettronici decentralizzati (TRD). Nel contesto del progetto normativo tra le altre cose: vengono garantite le negoziazioni dei diritti tramite i registri elettronici; viene garantita la separazione dei cripto asset dalla massa fallimentare; vengono create nuove categorie di autorizzazioni per i sistemi di negoziazione basati sul TRD.

Porto Rico

Territorio degli Stati Uniti, è diventata il “crypto-haven” dei grandi investitori che decidono di vivere in una giurisdizione dove non sono previste tasse sulle crypto-gains (plusvalenze delle cripto). Ed anche gli americani godono dell'esenzione dalle tasse.

Molto probabilmente è prossima anche l’apertura di una Crypto-Banca. Una grande anticipazione del futuro è quella di concepire una città totalmente crypto, come è già nei programmi.

Cueva Ventana, Arecibo, Puerto Rico

Panama

Potrebbe diventare il prossimo paese in America Latina, dopo El Salvador, a sostenere pienamente Bitcoin e considerarla come valuta legale.

La giurisdizione è governata dal principio di fiscalità territoriale che esenta dalle tasse sui redditi esteri, gli expat di tutto il mondo che hanno quindi il vantaggio di non pagare tasse sulle attività operate con le criptomonete.

Puoi trovare qualcosa su Panama sia qui che qui.

Nicaragua

E’ una giurisdizione offshore non ancora abbastanza considerata e valorizzata. Oltre allo sviluppo economico degli investimenti e delle start-up, il Nicaragua attua una politica di protezione della privacy, ormai sparita nella maggior parte dei paesi.

Come Panama, il regime fiscale è territoriale, pertanto i redditi esteri non vengono tassati dal governo, e neanche quindi i capital gain sulle criptomonete.

Gli expat che vivono qui testimoniano anche un clima sociale accogliente: un mix perfetto per vivere in un paese con risparmio fiscale da una parte e qualità della vita sociale dall’altra.

Spettacoli notturni a Granada, Nicaragua

Paraguay

Altro paese a fiscalità territoriale dove non vengono tassati i redditi esteri. Il Paraguay può sostenere e sviluppare Bitcoin anche nell’attività di mining che può essere supportata e potenziata con facilità in quanto  il paese ha un’ abbondanza di energia rinnovabile.

Slovenia

La regolamentazione fiscale delle cripto è autonoma rispetto a quella ordinaria. Le criptovalute sono considerate beni mobili. La regola in Slovenia è che l’imposta sul reddito delle persone fisiche non viene applicata sui guadagni derivanti da beni mobili. Pertanto se le plusvalenze riguardano le cripto, le tasse non sono dovute. Invece le attività di mining sono tassate in base ad un'aliquota del 25%.

Seychelles

Altro “cripto-heaven” sede di molte aziende appartenenti al settore cripto. I redditi realizzati tramite criptovaluta da parte di stranieri e società offshore sono esenti da tassazione. Al contrario persone fisiche nativi e società costituite nel territorio pagano le tasse sui redditi da cripto-moneta.

Giurisdizioni con fiscalità vantaggiosa 

Malesia

Paese a fiscalità territoriale che non tassa i redditi esteri e neanche le rimesse (come invece la Thailandia). Attualmente non sono previste tasse sulle transazioni di criptomonete, e non si pagano tasse sui capital gain di cripto.

La regolamentazione della giurisdizione prevede tuttavia che le attività commerciali riguardanti il trading di criptovalute, possono essere considerate come entrate e quindi reddito imponibile. Pertanto l’esenzione dalle tasse riguarda solo quelle plusvalenze che derivano da un profitto occasionale e non pianificato.

Trovi qualcosa sulla Malesia sia qui che qui.

Le famosissime Petronas Towers a Kuala Lumpur

Malta

Internazionalmente riconosciuta come la “Blockchain Island” del Mediterraneo, ha regolamentato Bitcoin da diversi anni al punto da occupare i primi posti come la prima giurisdizione altamente regolamentata. L’esenzione dalle tasse opera solo nei casi in cui si detenga Bitcoin come investimento (ferma per almeno 1 anno, vedi le considerazioni iniziali). 

Invece, se si effettua attività di commercio di criptovalute, questa verrà considerata reddito d’impresa su cui pagare le tasse in base ad un’aliquota del 35%. Tuttavia, interessante è il principio fiscale maltese, chiamato  “full imputation system”: col suo meccanismo, consente d'imporre le tasse ad un’aliquota massima del 5%. O addirittura allo 0%, a seconda dei casi.

Gibilterra

Questa giurisdizione applica una tassazione sulle criptovalute con un’aliquota del 10%.

Hong Kong

Sappiamo che è un braccio della Cina, e la sua autonomia di governo è solo teorica. Anch’essa regolata dal principio di fiscalità territoriale con zero tasse sui redditi esteri, in sostanza questa giurisdizione riflette i criteri generali esposti all'inizio: distingue tra detenzione di cripto come investimento o come oggetto di scambio o attività di trading. Infatti l’IRD (Inland Revenue Department) afferma che la persona fisica non vedrà tassate le sue attività sulle criptomonete solo se le detiene a lungo termine. 

Mentre al contrario, se l’agente effettua un’attività commerciale di criptovalute, sarà calcolata l’imposta sui profitti e non si potrà quindi applicare l’esenzione dalle tasse.

Hong Kong Skyline

Giurisdizioni con legislazione meno favorevole

Ci sono paesi che si oppongono all'uso delle cripto-valute. La politica di uno Stato può essere più o meno dettagliata e trasparente in questo senso. In certi casi le disposizioni anti-cripto non sono ancora formalizzate ma istituzioni e banche si comportano col cittadino in  una direzione inequivocabile per lui.

U.S.A.

Questa in punti l'essenza della politica USA sugli scambi di criptovaluta, sui quali si sta premendo l'acceleratore per l'approvazione: l'IRS ha dichiarato che combattere l'evasione fiscale attraverso le valute digitali è una priorità assoluta.  Al momento è in vigore:

  • l'obbligo di divulgare scambi di risorse digitali oltre 10.000$
  • l'obbligo di pagare i capital gains sulle cripto
  •  l'obbligo di pagare le tasse su ogni aumento di valore delle cripto che vengono spese anche nel commercio di beni materiali

Bolivia

Questa giurisdizione vieta completamente le cripto monete, nell'interesse di proteggere la propria valuta sovrana.

Ecuador

L'Ecuador opera sui cittadini una politica dissuasiva nei confronti delle cripto monete. Vieta le cripto come moneta di scambio nel commercio di beni e servizi. La motivazione centrale del governo riguarda la considerazione per cui 'utilizzo delle cripto-valute è un'attività ad alto rischio.

Turchia

In Turchia la situazione è cambiata dopo che la Banca Centrale ha dichiarato come illegale qualsiasi uso di cripto-valuta. Prima di questa posizione da parte della BC della Turchia (TCMB), il paese era un luogo foriero di transazioni per mezzo di cripto-valute.

Egitto

La legge islamica vieta categoricamente qualsiasi transazione di criptovaluta.

Conclusioni

Se quindi non vuoi subire un'imposizione fiscale pesante sulle tue cripto-gain, puoi avere molte chance di trovare un paese esentasse: El Salvador, Isole Cayman, Bermuda, Barbados, Svizzera, Portorico, Panama, Nicaragua, Paraguay, Slovenia, Seychelles. 

Tra gli altri paesi che regolamentano la tassazione sulle attività di cripto in modo favorevole, puoi scegliere anche Malesia, Malta, Gibilterra e Hong Kong.

Ma l'elenco non si chiude qui. E cambia di giorno in giorno. Aggiornati!!

  • Luca ha detto:

    Non vedo menzionata la Georgia, penso che sia un paese interessante sia per le criptovalute sia per la tassazione territoriale.

    • Mario Gastaldi ha detto:

      Grazie Luca del suggerimento. Si questo è un blog post. Con i clienti facciamo analisi molto più approfondite e dettagliate, soprattutto adatte alle circostanze di ciascuno. Ad alcuni interessa anche la Georgia.

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