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Ottobre 20

Dove andiamo in caso di attacco nucleare?

By Mario Gastaldi


Parliamo di attacco nucleare. Dove è meglio trovarsi in quel caso? Speriamo che un evento di questo tipo non accada mai più. Ma si continua a minacciare e a ventilare. Per cui sorridenti e positivi facciamo un ragionamento.

Io vedo due criteri per definire i paesi da evitare e i paesi da preferire in caso di attacco nucleare. Io guarderei a:

  1. Probabilità che il paese venga effettivamente bombardato;
  2. Vicinanza a paesi che hanno probabilità di essere bombardati.

Mi dispiace, ma l’area del mondo a più alto rischio è ovviamente l’Europa, e in generale i paesi dell’Emisfero Nord, per ragioni geografiche e politiche. I paesi in queste aree non sono neutrali e sono facili bersagli, sono vicini.

Se anche la vostra analisi geopolitica vi conduce alle stesse conclusioni dovete lasciare l’Europa.

In effetti, molti tra voi in questi mesi, state prendendo la residenza in altri paesi. Il piano è di metterla al sicuro, tornare in Italia, e restare pronti a partire con poco preavviso se le cose si mettono male.

Dove andare in caso di attacco nucleare?

Vediamo alcune possibilità con mente aperta. In realtà ce ne sono molte altre che qui non riusciamo a trattare.

  • Antartide. (!!) Sembra decisamente improbabile un attacco nucleare in Antartide. Ma da una parte ci ripariamo dall fallout nucleare, dall’altra corriamo il rischio di congelare e morire di fame. Saremmo in un ambiente totalmente inospitale anche senza attacco nucleare…
  • Sud Africa. Molto più interessante dal punto di vista climatico. Distante. Ci sono luoghi molto affascinanti, come Città del Capo, vini e vigneti, animali meravigliosi. Allo stesso tempo, molti in Sud Africa hanno avuto l’esperienza di guardare un’arma da fuoco dalla parte sbagliata. A ognuno valutare le possibilità.
  • Facciamo girare il mappamondo e… saltiamo nel Pacifico. Troviamo varie isole e arcipelaghi. Tra queste l’Isola di Pasqua, in Cile a 2.000 km di distanza dalla costa. Non sembra probabile un attacco nucleare all’Isola di Pasqua, neanche nelle vicinanze. Ma in effetti l’isola è un po’ remota. Non abbiamo molte richieste di persone che mi dicono che vogliono trasferirsi all’Isola di Pasqua e si sfregano le mani mentre comprano il biglietto. Ci sarà una ragione…
  • Un altro colpo al mappamondo e ci spostiamo rapidi nell’Oceano Indiano. Mauritius un’isola felice, remota e fantastica. Molto improbabile che susciti l’interesse dei cattivi con i missili e un attacco nucleare. Io ci ho vissuto alcuni anni. Raccomando il luogo, la cultura, e le persone in ogni modo possibile.

Mentre guardiamo il mappamondo e pensiamo a muovere noi stessi, iniziamo a muovere il denaro. Ciò che è accaduto in Inghilterra pochi giorni fa ci mette di fronte al rischio di misure di controllo dei Capitali.

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America Latina è una valida opzione in caso di attacco nucleare?

Possiamo rifugiarci qui in caso di attacco nucleare? Troviamo una serie di paesi lontani, ma anche vicini. Lontani dall’Europa, difficilmente bersagli di attacchi.

Vicini per cultura, livello di servizi, qualità della vita e opportunità concreta di trasferirsi, in certi casi con buoni vantaggi fiscali.

Argentina così simile ai paesi Europei, ma è un disastro finanziario.

Ma anche Uruguay, Perù, Ecuador, Cile e Paraguay. A proposito, la residenza in Paraguay è facile, e successivamente anche il passaporto. Anche in alcuni degli altri paesi che sto citando può essere relativamente facile acquisire la residenza. E Panama?

Sarà troppo vicino agli Stati Uniti?

I cattivi vorranno buttare una bomba sul canale? Oppure tutti lo vogliono aperto e funzionante?

Chissà. Nel mentre restiamo a osservare gli sviluppi con i passaporti in mano.

Alla prossima.

​P.s. Nella mappa Hanga Roa, l’Isola di Pasqua e il continente Sud Americano.

Dove andare in caso di attacco nucleare? Hanga Roa, l’Isola di Pasqua - expatr.io

Mario Gastaldi

About the author

Mario Gastaldi é il fondatore di expatr.io, speaker, imprenditore e consulente internazionale ha condotto progetti con piccole e grandi imprese in decine di paesi diversi. Ora aiuta imprenditori e persone a cambiare paese riorganizzando il proprio business.
Parla quattro lingue; ha abitato in tutti i cinque continenti sviluppando una profonda conoscenza delle leggi e della società dei tanti paesi con cui entra in contatto..
Ama conoscere usi e costumi, lingue e dialetti locali. Ora che viaggia meno, e vive stabilmente a Città di Panama.

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